Europa Universalis vs Crusader Kings: Qual è il miglior simulatore geopolitico?

Se entrate in qualsiasi forum dedicato ai Grand Strategy Games e chiedete quale sia il titolo migliore tra Europa Universalis e Crusader Kings, preparatevi a innescare una guerra civile. Le due fazioni di fanboy si scontrano da un decennio a colpi di recensioni e analisi tecniche.

Oggi non sono qui per paragonare i motori grafici, né per discutere di quale gioco abbia la colonna sonora più epica o il sistema di interfaccia più pulito. Lascio le recensioni tecniche a chi si ferma alla superficie.

Io voglio sviscerare la filosofia geopolitica che muove questi due colossi. Desidero capire quale dei due titoli riesca a simulare con più ferocia e realismo l'esercizio del potere. Preparatevi a smontare le vostre convinzioni, perché la differenza non sta nell'epoca storica giocata, ma nella concezione stessa di cosa significhi governare.

Lo Stato vs L'Individuo

La spaccatura fondamentale tra i due titoli risiede nel "chi" state effettivamente interpretando quando muovete il mouse sulla mappa. È una differenza abissale che cambia ogni singola scelta strategica.

In Europa Universalis (che si parli del leggendario EU4 o del nuovo ma problematico EU5), voi non siete il Re di Francia. Siete un'entità invisibile, disincarnata e immortale: siete lo "Spirito della Nazione". Il sovrano seduto sul trono è, a tutti gli effetti, un semplice bonus statistico.

In EU, un monarca è valutato in base ai punti "mana" (Amministrazione, Diplomazia, Esercito) che genera ogni mese. Se il vostro amato sovrano con statistiche perfette (il leggendario 6-6-6) muore all'improvviso, proverete fastidio per i punti persi. Subirete un malus momentaneo alla Stabilità del regno. Ma la Francia non crollerà. Lo Stato, con i suoi confini, i suoi archivi e i suoi eserciti, continuerà a esistere in modo impersonale.

In Crusader Kings, questa astrazione burocratica viene distrutta. Voi non siete lo "Stato", perché lo Stato non esiste (consiglio la lettura dell'articolo che parla proprio di questo). Voi siete un ammasso di carne, DNA e traumi infantili. Siete il Duca in persona.

Se il vostro personaggio muore in battaglia o viene avvelenato, l'intero castello di carte diplomatico che avete costruito crolla all'istante. I trattati di pace firmati a vostro nome decadono. Le alleanze si azzerano. Il vostro erede (magari un bambino di tre anni odiato da tutti) si ritroverà ad affrontare rivolte immediate. In CK, la nazione è una proprietà privata della famiglia regnante.

La nascita dello Stato Moderno

Questa differenza di game design è la più brillante e accurata lezione di storia istituzionale che un videogioco abbia mai prodotto.

Crusader Kings simula in modo brutale il Feudalesimo: un sistema in cui il potere è strettamente personale, basato sul carisma individuale, sui legami di sangue e sui giuramenti fatti da uomo a uomo. Non c'è burocrazia pubblica, solo un'infinita rete di favori e ricatti.

Europa Universalis, al contrario, inizia nel 1444 e simula il passaggio al cosiddetto Stato Moderno. È il periodo in cui i sovrani iniziano ad accentrare il potere, esautorando i nobili ribelli e creando eserciti stabili e funzionari stipendiati. In EU, voi siete l'incarnazione di quel processo burocratico che porterà, storicamente, alla Pace di Vestfalia e al concetto di nazione sovrana con confini inviolabili.

L'Arte della Guerra vs I Matrimoni Combinati

Questa divergenza filosofica si riflette in modo clamoroso su come i due giochi gestiscono l'espansione e la conquista territoriale. L'obiettivo è lo stesso: allargare il proprio colore sulla mappa. I metodi, però, sono agli antipodi.

In Europa Universalis, la guerra è industria, logistica e mercantilismo. L'intero motore di gioco ruota attorno all'accumulo di ricchezza attraverso il commercio globale.

Quando dichiarate guerra in EU, raramente lo fate per questioni d'onore. Lo fate per controllare un estuario strategico o per dominare un Nodo Commerciale ricchissimo, come Genova o la Manica. La guerra richiede di fabbricare a tavolino dei falsi Casus Belli per giustificare l'invasione agli occhi del mondo. Richiede di ammassare artiglieria, calcolare il logoramento delle truppe d'inverno e indebitarsi con le banche per pagare i mercenari. È una guerra moderna, rigida e matematica.

In Crusader Kings 3, la guerra aperta è spesso uno spreco di risorse, un atto goffo e pieno di rischi inutili. Perché mandare a morire migliaia di contadini armati di forconi quando puoi usare la genetica a tuo vantaggio?

La Guerra Biologica e il Ducato di Milano

In CK3, l'espansione si fa nelle camere da letto, non sui campi di battaglia. Se volete annettere il ricco Ducato di Milano, in Europa Universalis preparate l'esercito e lo assediate per due anni, oltre a dover combattere mezza europa per via delle alleanze e leghe.

In Crusader Kings, l'approccio degli esperti è un capolavoro di machiavellismo biologico:

  • Individuate l'attuale Duca di Milano, che ha due figli maschi e una figlia femmina.

  • Fate sposare la figlia femmina al vostro erede al trono. Non importa se le sue statistiche fanno pietà; state comprando una linea di successione.

  • Una volta celebrato il matrimonio, aprite il menù degli intrighi e iniziate a finanziare sicari per assassinare, a distanza di anni, entrambi i figli maschi del Duca.

  • Se l'operazione riesce senza che nessuno scopra il vostro complotto, la moglie del vostro erede diventerà improvvisamente l'unica erede legittima di Milano.

  • Alla morte del vecchio Duca (che magari aiuterete a scivolare dalle scale), vostra nuora erediterà il territorio. E suo figlio, ovvero vostro nipote, un giorno unirà pacificamente i due regni sotto la vostra dinastia.

In EU fate la guerra alla mappa. In CK3 fate la guerra agli alberi genealogici. Nel primo caso vi armate di fanteria, cavalleria e artiglieria. Nel secondo vi armate di sicari e tanta pazienza. Un approccio premia l'efficienza amministrativa, l'altro premia la sociopatia pura.

Gestire i Ribelli: Eserciti contro Pugnali

Anche la gestione del dissenso interno evidenzia le differenze tra i due titoli, mostrando cosa significhi avere il "monopolio della forza" (concetto chiave dello Stato moderno).

In EU, quando una fazione politica o religiosa si ribella, il gioco fa comparire degli eserciti ostili sulla mappa. La soluzione è puramente repressiva: mandate il vostro esercito statale a schiacciare i ribelli, pagate magari un po' di potere militare per compiere una repressione violenta, e il problema è risolto. Il ribelle è un nemico senza volto.

In CK3, il ribelle ha un volto ben preciso. È vostro cugino. Oppure è il Duca che avete nominato cancelliere il mese prima.

Se in CK3 si forma una fazione contro di voi, sconfiggerla militarmente è solo metà dell'opera (e spesso impossibile se la fazione è troppo grande). La vera soluzione è preventiva: scoprire che il capo della ribellione ha una relazione con sua sorella, usare questa informazione per ricattarlo (sempre con un gancio) e costringerlo ad abbandonare la fazione. In CK3, reprimere una rivolta significa tagliare teste in piazza o buttare prigionieri nelle segrete del castello.

Il Verdetto Finale

Arriviamo alla resa dei conti. Quale dei due titoli è il simulatore definitivo? Quale vi fa sentire davvero un "sovrano"?

Se cercate la perfezione logistica e la soddisfazione di plasmare un impero globale in grado di piegare l'economia mondiale al proprio volere, Europa Universalis è insuperabile. Vi fa sentire come una divinità onnisciente o un Primo Ministro plenipotenziario. Guardate il mondo dall'alto, spostate bilanci, armate flotte immense e colonizzate continenti con la freddezza di un CEO di una multinazionale.

Ma se la domanda è quale gioco vi faccia sentire un sovrano, la mia risposta, netta e inappellabile, è Crusader Kings.

Essere un vero sovrano non significa solo firmare carte e guardare i grafici delle tasse. Il potere assoluto, storicamente, è un esercizio di paranoia costante.

In CK3 voi sentite il peso fisico della corona. Sentite il terrore quando vostra moglie (che avete nominato vostro capo delle spie per bilanciare i poteri di corte) improvvisamente smette di amarvi. Sapete che ha accesso alle cucine e sapete che il vostro cibo potrebbe essere avvelenato domani.

In EU la sconfitta arriva quando finite i soldi e le truppe. In CK3, la sconfitta arriva quando il vostro fidato medico di corte vi pugnala nel sonno perché è stato pagato dal vostro secondogenito.

L'amministrazione burocratica di Europa Universalis è intellettualmente superiore, ma l'impatto psicologico e la brutalità umana di Crusader Kings non hanno rivali. Il vero potere puzza di sangue, non di inchiostro. E in questo, l'era dei re feudali vince a mani basse contro le scrivanie dei ministri ottocenteschi.

Detto questo: dipende tutto da voi, da che epoca storica preferite e dai vostri gusti.

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